In: Contratti e retribuzioni Lunedì 19 Dicembre 2011
È Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg, a dare l’allarme e a dichiarare lo stato di agitazione: la manovra prevede infatti di colpire le Casse previdenziali private dei medici di medicina generale tradendo così l’impegno assunto al momento della privatizzazione dell’Ente.

Riportiamo di seguito il comunicato stampa pubblicato lo scorso 16 dicembre sul sito http://old.fimmg.org:

"La Fimmg dichiara lo stato di agitazione della categoria contro i provvedimenti inseriti nella manovra, in via di approvazione al Parlamento, che colpiscono fortemente le Casse previdenziali private. I medici di medicina generale non si lasceranno scippare in questo modo i risparmi di una vita". Ad annunciarlo il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo.

"Questi provvedimenti sono ingiusti e inutilmente autoritari perché, senza benefici né per i bilanci dello Stato né per i cittadini, tradiscono l'impegno che la nostra categoria si è assunta nel momento della privatizzazione dell'Ente - sottolinea Milillo -. Lo stato di agitazione è solo il primo passo per l'avvio di una lunga e dura stagione di lotta sindacale che prevederà manifestazioni di piazza e scioperi".
"Gli iscritti Enpam hanno accettato un sistema di previdenza responsabile, rinunciando a qualsiasi contributo pubblico sulle loro pensioni, in cambio della garanzia che i loro risparmi non sarebbero stati toccati - prosegue Milillo -. Ora si impongono, invece, sacrifici previdenziali discriminatori rispetto a quelli richiesti al resto della popolazione. I nuovi provvedimenti, che impediscono un uso adeguato del patrimonio faticosamente accantonato, offendono gravemente tutti i medici sia in quanto professionisti sia in quanto cittadini".

"Il nuovo obbligo contabile imposto non ha alcuna giustificazione tecnica e non serve in alcun modo a favorire la ripresa delle attività economiche - continua il segretario della Fimmg - Sembra più che altro rispondere alle esigenze di quelle lobby che vogliono ridurre la capacità di guadagno e di iniziativa dell'intera categoria dei liberi professionisti italiani per costringerli al ruolo di manodopera del pubblico o delle imprese industriali. Perciò mi chiedo: persegue gli interessi dell'economia un Governo che mette gli enti pubblici cicala sullo stesso piano di quelli privati formica? L'Esecutivo - conclude Milillo - eviti di dar fiato al sospetto, fin troppo ovvio, che l'intera operazione serve solo per preparare l'esproprio del patrimonio delle Casse privatizzate (di circa 50 miliardi euro) a favore di un vorace e deficitario sistema pubblico".


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