Febbre

In: Guida di automedicazione
La normale temperatura corporea è di circa 37° C (tra i 36,5° C e i 37,2° C) se misurata esternamente, cioè all’ascella; quella misurata per via rettale è di circa 0,5° C superiore). Si parla di febbre quando la temperatura esterna supera i 37,5° C.
In realtà, i 37° C sono un valore medio perché la temperatura corporea varia, oltre che da individuo a individuo, a seconda dell’età, delle diverse fasi della giornata e delle attività che si stanno svolgendo. La nostra temperatura raggiunge infatti il picco più basso poco prima dell’alba e quello più alto all’ora del tramonto, mentre altre variazioni si possono registrare nel corso della digestione, durante lo svolgimento di attività sportive particolarmente faticose e, nelle donne, in funzione del ciclo ovulatorio.



Nella fase di comparsa la febbre si manifesta con brividi, tremori e sensazione di freddo; stabilizzatasi, si prova una sensazione di caldo, generalmente accompagnata da un senso di spossatezza e di inappetenza. Nella fase di discesa, se rapida, è presente una forte sudorazione.
La febbre è una delle risposte dell’organismo alle infiammazioni che quando, come nella maggior parte dei casi, sono dovute a infezioni batteriche o virali serve come meccanismo di difesa creando un ambiente sfavorevole ai germi aggressori. Vi sono però forme infiammatorie anche in assenza di infezioni (come le contusioni, le ustioni, ecc.). Vi possono essere aumenti della temperatura corporea dovuti ad altri motivi (ipertermie): colpi di calore, malattie endocrine, ecc.) Va comunque precisato che la febbre non è una malattia, bensì un campanello d’allarme, il sintomo di un qualche altro disturbo. È quindi importante, quando non si tratta di un episodio transitorio, riconoscere correttamente la causa (sindrome influenzale, mal di gola, bronchite, ecc.)
Per temperature di poco superiori al valore normale non è indicata nessuna terapia. Negli altri casi si utilizzano come antifebbrili l’aspirina o il paracetamolo: l’aspirina è controindicata nei bambini e in chi soffre di gastrite o ulcera gastrica, mentre il paracetamolo deve essere usato con cautela nei nefropatici e negli epatopatici. Particolare cautela va osservata negli stati febbrili dei bambini. In caso di febbre alta (sopra i 39° C) o persistente (per un periodo superiore ai 3-4 giorni), è opportuno consultare un medico dato che in questi casi potrebbe essere in atto una patologia di rilievo, che deve essere curata in modo causale. Durante gli stati febbrili si consiglia di stare a riposo, non coprirsi troppo, evitare gli sbalzi temici e bere molto.