Raffreddore

In: Guida di automedicazione
Il raffreddore comune, da distinguersi da quello allergico, è certamente una delle malattie più diffuse e, al contempo, meno pericolose. Si tratta di un’infiammazione delle mucose del naso causata da virus, che può interessare i seni paranasali (rinosinusite) ed eventualmente estendersi alle vie respiratorie superiori. In assenza di complicazioni, guarisce da sé senza dover far ricorso ad un trattamento medico.


I principali sintomi del raffreddore sono: ostruzione nasale (naso chiuso), naso che cola e starnuti. In taluni casi il raffreddore può associarsi a mal di testa (cefalea). Qualora coesistano tosse e mal di gola, si deve pensare ad una evoluzione verso una faringite.
Il raffreddore può durare dai 2 giorni alle 2 settimane e, normalmente, i primi sintomi iniziano a manifestarsi 2/3 giorni dopo il contagio.
Il raffreddore è trasmesso da virus di molti tipi differenti, la cui sopravvivenza fuori dal corpo umano è molto limitata nel tempo. Vivono e si riproducono alla temperatura presente nel naso che, a causa del passaggio dell’aria, è nettamente inferiore ai 36-37 gradi dell’organismo. L’ostruzione nasale, aumentando la temperatura, contribuisce all’uccisione dei virus.
Poiché i virus del raffreddore si propagano per via aerea ed entrano nell’organismo umano attraverso il naso e la bocca, per prevenire il contagio occorre adottare alcune accortezze. La prima consiste nell’evitare il più possibile di stare vicino a persone che ne sono affetti in modo da non respirare le eventuali goccioline infette immesse nell’atmosfera attraverso i loro starnuti. La seconda, ma non meno importante della prima, consiste nel lavarsi spesso le mani e regolarmente dopo aver toccato superfici comuni (es. porte e mancorrenti situati in edifici pubblici); altra buona norma è l’utilizzo di fazzoletti di carta monouso.
Non esiste una cura specifica che aiuti a guarire dal raffreddore. I sintomi fastidiosi possono essere alleviati bevendo in abbondanza, con il riposo, evitando gli ambienti freddi ed umidi, e con una dieta ricca di vitamina C (frutta, in particolare agrumi e kiwi, verdure crude).
Per quanto il raffreddore comune in sé non sia rischioso, le complicazioni che possono insorgere in caso di soggetti già debilitati o che si trascurano, possono diventare più preoccupanti. Si può andare dalla faringolaringite all’otite, alla bronchite, alle polmonite.
In presenza di patologie respiratorie croniche quali asma, bronchite cronica ed enfisema, può essere la causa di riacutizzazioni anche gravi.