Ustioni

In: Guida di automedicazione
L'ustione è una lesione della cute e, in alcuni casi, dei tessuti sottocutanei provocata dal calore o da stimoli fisici o chimici che sviluppano calore. Più specificamente, l'ustione può essere causata da un contatto diretto col fuoco, con liquidi bollenti, con sostanze chimiche, ma anche dalla corrente elettrica o da un'eccessiva esposizione ai raggi solari. La maggior parte delle ustioni avviene in ambiente domestico, dove normalmente vi sono sia fonti di calore come i fornelli ed il ferro da stiro, sia sostanze caustiche usate per la pulizia. La gravità dell'ustione dipende sia dalla sua profondità che dalla dimensione della superficie corporea interessata.


Le ustioni vengono dette di primo grado quando sono lievi e interessano solo lo strato più superficiale della cute, provocando la dilatazione dei capillari in superficie. L'unico sintomo evidente è un arrossamento (eritema) della zona ustionata: il paziente, in genere, lamenta forte dolore e bruciore. Solitamente queste ustioni, chiamate anche scottature, guariscono spontaneamente in 5-7 giorni, senza lasciare cicatrici.
Le ustioni di secondo grado interessano sia gli strati superficiali che quelli profondi della cute e causano generalmente delle bolle (flittene) dovute alla fuoriuscita del plasma dai capillari cutanei coinvolti. Anche in questo caso il paziente lamenta dolore e bruciore intensi. Le lesioni più superficiali, di norma, guariscono in 10-15 giorni senza lasciare cicatrici, quelle più profonde necessitano di più tempo e possono lasciare esiti cicatriziali.
L’ustione di terzo grado danneggia anche lo strato sottocutaneo, provocando la morte (necrosi) dei tessuti cutanei e la formazione di macchie nere e croste (escare). La cute, che diventa dura al tatto, appare di colore marrone, nero o bianco marmoreo. Non vi è quasi mai dolore, in quanto le cellule nervose sono state distrutte. Queste scottature solitamente lasciano cicatrici evidenti.
Quando le ustioni sono leggere è utile lavare la parte con acqua fredda o immergerla in acqua e ghiaccio. Il freddo ha un effetto analgesico ed arresta il processo di distruzione della pelle, che continua anche quando si è allontanata la fonte di calore. Si può anche ricorrere a prodotti con azione anestetica, a base di benzocaina o lidocaina. Poi si esegue la medicazione con garze grasse per evitare che aderiscano ai tessuti, sulle quali verrà applicata una benda. Nel caso si formassero le bolle, non bisogna romperle né pungerle perché questa manovra può far insorgere un’infezione.
È assolutamente da evitare la consuetudine di mettere creme o pomate sulle ustioni; dovrebbero essere successivamente rimosse per pulire e medicare le lesioni, con conseguente traumatismo della parte e induzione di dolore.
Nel caso di ustioni più gravi è necessario rivolgersi ad un medico.