Infezioni sessualmente trasmissibili

In: Prevenire è meglio

Ne parliamo col Dott. Dal Conte


Le infezioni sessualmente trasmissibili (IST) colpiscono prevalentemente i giovani (dai 16 ai 24 anni) ma non mancano casi di contagio a tutte le età, anche tra gli anziani; le donne, in particolare le adolescenti, sono più a rischio. Le IST non sempre vengono correttamente individuate o curate; nell’ultimo decennio la loro diffusione ha subito un’impennata che non si rilevava dagli anni ’70, legata anche al pregiudizio sociale e alla mancanza di corrette informazioni.
Le IST hanno vari nomi e differenti gradi di pericolosità per la salute ma un denominatore comune esplicitato dalla definizione che le raggruppa, ossia si trasmettono da una persona all’altra prevalentemente attraverso rapporti sessuali non protetti (cioè senza l’impiego del preservativo). Le più diffuse sono: i condilomi (primo per numero di casi in Italia), la clamidia, la tricomoniasi, la gonorrea, l’herpes, la sifilide, le epatiti e l’AIDS.
I sintomi più comuni, variabili secondo la patologia, sono: bruciori urinari, perdite, comparsa di ulcere oppure di escrescenze, raramente macchie diffuse alla pelle; è importante ricordare che in un numero rilevante di casi queste malattie possono essere asintomatiche.

Ne parliamo con Ivano Dal Conte, responsabile dell'Ambulatorio IST (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) presso l'Ospedale Amedeo di Savoia di Torino. Come per qualsiasi patologia, anche in questo caso è possibile prevenire il contagio. “La prevenzione passa attraverso la conoscenza e purtroppo in Italia persistono ancora notevoli resistenze a parlare di sesso e di pratiche di sesso sicuro. È un tabù pericoloso. L’informazione sessuale dovrebbe avere un posto rilevante nell’educazione fin da bambini. Parlare di malattie a trasmissione sessuale agli adolescenti significa intervenire sovente quando il problema si è già presentato. Inoltre, le informazioni devono arrivare da persone competenti, non da educatori improvvisati. Il ruolo della Scuola e del gruppo dei pari su questo versante è potenzialmente grandissimo”.

Fare sesso senza protezione è, quindi, il principale fattore di rischio per il contagio; tuttavia occorre ricordare che tutti i tipi di sesso sono chiamati in causa nella trasmissione di queste infezioni, quindi anche i rapporti orali ed anali. “Gli agenti responsabili del contagio possono trovarsi, oltre che nello sperma, anche nelle secrezioni uretrali, nelle secrezioni vaginali, nelle mucose e sulla pelle. Alcune infezioni condividono altre vie di trasmissione, per esempio il sangue, oppure usando siringhe infette: è questo il caso del virus HIV che causa l’AIDS”.

È anche opportuno sapere che nel nostro Paese è in aumento una malattia di cui da molto tempo non si sentiva più parlare: “la sifilide sta diventando quasi un’epidemia (ricordo che questo termine significa che il numero di nuovi casi della patologia è superiore al numero di casi normalmente prevedibile). In realtà non era mai scomparsa completamente, ma mentre fino a non molto tempo fa si rilevavano poche decine di casi, ora sono migliaia. Sì, non è una sorpresa, ma l’incidenza di sifilide è in nettissima ripresa”.

E non solo i giovani sono a rischio. “Tra gli adolescenti le IST sono maggiormente diffuse, ma non è così raro che persone sopra i 60 anni non percepiscano il rischio e quindi si espongano alle malattie senza curarsi di prendere le necessarie precauzioni”.

La prevenzione si può riassumere in un’unica, semplicissima regola: usare il preservativo. “Sì, è la protezione per la maggior parte delle infezioni, compresa l’HIV che contrariamente a quanto molti pensano non è una malattia che colpisce solo i tossicodipendenti o gli uomini che fanno sesso con uomini, anzi ormai il massimo della sua diffusione in Italia è riscontrabile tra gli eterosessuali”.

Ma quando è bene rivolgersi al medico anche in assenza di sintomi? “Quando si hanno rapporti occasionali, con più partner o in presenza dei sintomi sopra riportati”. E qual è lo specialista più adatto? “Ritengo che se ne dovrebbe occupare anche il medico di base, ossia il professionista che meglio si conosce e con cui di norma si stabilisce un rapporto più confidenziale. Tuttavia, per molti non è facile affrontare argomenti che, a torto, reputano imbarazzanti. In tal caso chi vive in Piemonte può ritenersi fortunato perché esiste la “Rete di Sorveglianza dei Centri MST” che coinvolge ambulatori e centri in cui si può trovare un supporto adeguato, riservatezza e dove ci si può sottoporre a visite e analisi senza bisogno dell’impegnativa del medico di base. Anche i Consultori svolgono un ottimo lavoro ma generalmente sono destinati esclusivamente alle donne”.
Un elenco esaustivo è presente sul sito della Regione Piemonte www.perlasalutesessuale.it, dove si trovano anche informazioni utili fornite da professionisti qualificati.

Le cure sono molto efficaci e per nulla pericolose o invasive. La maggior parte delle IST richiedono semplicemente l’assunzione mirata di antibiotici. Ma è importante sottolineare che questi devono essere prescritti dal medico dopo un’accurata visita e le analisi del caso. Mai affidarsi al “fai da te”. “Le autoprescrizioni o le cure estrapolate da informazioni trovate nel Web o su riviste non solo non risolvono il problema ma possono essere dannose e prolungare il tempo della malattia sviluppando effetti talvolta molto gravi”.

Ma se non ci si cura cosa accade? “Se ignorate, una parte di queste malattie possono condurre alla sterilità. Ad esempio la Clamidia, che negli ultimi quarant’anni si è ampiamente diffusa tra la popolazione giovanile, può provocare danni permanenti all’apparato riproduttivo nella donna. Nell’uomo le conseguenze sono più rare, ma in alcuni casi può portare all’infertilità. La sifilide non curata genera complicazioni gravi come malattie cardiache, depressione, danni al sistema nervoso. La stessa infezione da HIV se diagnosticata precocemente e trattata in tempo può rallentare la sua progressione verso l’AIDS in maniera molto significativa”.

Un ultimo consiglio? “Se compaiono sintomi rivelatori, se avete avuto rapporti sessuali non protetti, anche se si tratta solo di un vago dubbio, rivolgetevi sempre e comunque a un centro specializzato”.


(febbraio 2012)